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Niente è vero, tutto è permesso!
 

UNA ZONA TEMPORANEAMENTE AUTONOMA  DEDICATA A WILLIAM S. BURROUGHS

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03/08/2004

William Seward Burroughs VIVO


Venice, August 3rd 1956 - Letter From A Master Addict To Dangerous Drugs

Caro Dottore, grazie per la sua lettera. Allego quell'articolo sugli effetti delle varie droghe di cui ho fatto uso. Non so se sia adatto alla vostra pubblicazione.

Non ho nessuna obiezione sul fatto che venga usato il mio nome. Nessuna difficoltà col bere. Nessun desiderio di far uso di droghe. Salute generale eccellente. La prego di salutare Mr. ------ Uso il suo metodo giornalmente con eccellenti risultati. Ho pensato di scrivere un libro sulle droghe se riuscirò a trovare un valido collaboratore che possa supportarmi tecnicamente
Suo, William Burroughs.

 
(Questa lettera, scritta da W.S.B. esattamente 48 anni fa, ad oggi, venne allora pubblicata sul British Journal of Addiction, Vol.53 n.2, qui trovate il testo integrale dell'articolo: http://www-2.cs.cmu.edu/afs/cs.cmu.edu/user/ehn/Web/release/BurroughsLetter.html .

Note per diversi percorsi "Burroughsiani" di lettura:

1) William Burroughs, scriverà quel libro alcuni anni dopo, la prima edizione esce infatti a Parigi, per Olimpya Press nel 1959, e sotto consiglio di Jack Kerouac lo intitolerà "The Naked Lunch" (Il Pasto Nudo) a significare esattamente quello che dicono le due parole... "Dunque Il Pasto è Nudo - un attimo raggelato in cui ognuno vede quello che realmente esiste in cima ad ogni forchetta"....

2) L'anno successivo, il 1960, Burroughs insieme a Brion Gysin (che nello stesso anno inventò con il matematico Ian Sommerville la Dream Machine) pubblicherà "Exterminator" per la Auherhan Press. Un anti-romanzo per eccellenza, che inizia esattamente dove termina "il Pasto Nudo" e dove Burroughs utilizza una tecnica di scrittura nella quale... brani di precedenti scritti di Burroughs, articoli di giornali e riviste, titoli e slogan comunemente utilizzati dalla massa vengono "tagliati", mischiati e gettati al lettore, anzi "sparati" con forza verso di lui in uno splendido "gioco al massacro" letterario...

2) In realtà Burroughs aveva però scritto in precedenza, addiritura nel 1951, un libro proprio sull'uso e l'abuso delle droghe, intitolato "Junkie", utilizzando lo pseudonimo di William Lee. In Junkie è bene ricordarlo, WSB termina il libro con la frase "Lo Yage può essere la liberazione definitiva" ...

3) Lo Yage è una droga dai poteri telepatici ed allucinogeni usata dagli stregoni e sciamani di alcune tribù indigene dell'Amazzonia per trovare oggetti perduti e "recuperare" i corpi dei dispersi e le loro anime.

4) Nel 1963 Burroughs pubblica insieme ad Allen Ginsberg un "epistolario" intitolato "The Yage Letters" (in italia uscirà solo nel 1967 per la Sugar Edizioni) che narra di un viaggio in Amazzonia proprio alla ricerca dello Yage, la droga allucinatoria di Junkie. Questo libro contiene anche la famosa frase: "Nothing is real...." (Niente è vero è tutto è permesso!)

5) Nelle "lettere dallo Yage" Burroughs dice: ... Non c'è nessuna parola da temere. Non c'è nessuna parola, questo è tutto, tutto, tutto Hassan Sabbah... Attraverso tutti i vostri cieli quardate la scrittura silenziosa di Brion Gysin Hassan Sabbah. La scrittura dello spazio. La scittura del silenzio... (Aggiungo io...Ricordatevi del nome Hassan Sabbah perchè in Burroughs tutto torna, sempre...)

6) Nel 1962 sempre per Olympia Press viene stampato anche "The Ticket that Exploded" (Il Biglietto che è esploso) una pseudo SF-story che narra del "Re-Write Department", il Dipartimento della ri-scrittura, che in base a codici più severi e a valori più profondi, ridefinisce e riscrive tutte le azioni e tutti gli avvenimenti della realtà e che, alleato con Hassan-i Sabbah, riuscirà a sconfiggere i criminali Nova e gli invasori Venusiani in battaglie dal duplice aspetto: intergalattiche e interiori, disperse nel cosmo e racchiuse nella mente" di ognuno di noi.

 

7) Prima di questo titolo però, nei due anni precedenti W.S.B. pubblicò altri titoli, oltre a "Minutes to go" l'altro molto più importante fu "The Soft Machine" (la Morbida Macchina) pensato come un immaginario seguito del Pasto Nudo e ricco di allucinatorie citazioni di matematica pura. (La cosa non è così strana perchè Burroughs era un onnisciente e onnivoro lettore di qualunque pubblicazione scientifica, pensate che dopo Harward fu addiritura allievo a Chicago del Prof. Korzybisky, il creatore della "Semantica Generale")

 

8) Il nome Hassan-i- Sabbah è una variante di Hasan bin Sabbah vissuto in persia nel 12° secolo e conosciuto come il fondatore dell'ordine dei Nizari ismaihilit (gli Ismailiti seguaci del principe egiziano Nizar) i cui membri erano chiamati "hashishin" a causa, pare, del loro uso a scopi mistici della canapa indiana. Gli hashishin venivano istruiti tanto in dottrine esoteriche che essoteriche. Ad Hasan si attribuivano poteri alchemici e si narra di una sua adesione al sufismo. Si puo' credere dunque che gli assassini avessero mutuato dai sufi delle tecniche di allargamento della coscienza. Inutile dire che i giovanissimi adepti della setta venivano istruiti su tutte le tecniche dell'assassinio. Nel sito del progetto Alamut in questa pagina: http://www.alamut.com/subj/ideologies/alamut/etymolAss.html si può leggere un interessante ricerca etimologica legata al termine assassino, che pare derivare proprio dalla setta degli hashishin persiani. Un altro interessante spunto a questo riguardo lo trovate anche in questo articolo in italiano sul sito di Rekombinat http://www.rekombinant.org/article.php?sid=16 dove con un excursus non privo di fascino, partendo da Marco Polo, si passa per Hasan Bin Sabbah e si arriva, pensate un pochino, fino a Bin Laden...!

BIN LADEN?? Solo perchè si parla di assassini folli tiriamo in ballo pure lui? Penso si tratti di assassini, folli e fanaticamente religiosi certo, ma anche lucidamente presenti e perfettamente congeniali alle mire di un sistema sociale di controllo delle devianze... (o dovrei chiamarlo "Dipartimento"?)

Un controllo totale e globale che probabilmente oggi, avendo i mezzi per farlo, cerca di riscrivere la nostra realtà.

9) Altra concatenazione...Burroughs ha letto sicuramente H.P.Lovecraft e la sua storia editoriale del Necronomicon scritta e pubblicata a Providence nel 1927. In questa storia di totale fantasia si narra del Necronomicon ovvero del "libro dei morti" dal titolo arabo "Al Azif" scritto dall'arabo pazzo Abdul Alhazred, che morì' a Damasco nel 738 AC. Abdul e il Necronomicon non sono mai esistiti ma Lovecraft riferisce di uno dei trascrittori del volume maledetto di Abdul Alhazred, realmente esistito e chiamato Ibn Kallikan, vissuto in Persia nel XII secolo, anch'egli appartenente alla setta degli assassini, che aveva quindi il compito di "riscrivere la realtà". La descrizione della morte orribile di Abdul Alhazred che.. venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte ad un gran numero di testimoni diviene quindi la stessa morte destinata a chi legge il Necronomicon. La veste di irrealtà messa a protezione del "libro maledetto" è quindi farina del sacco di uno hashishin, almeno secondo HP. Lovecraft. Vi invito a visitare questo sito a lui dedicato.

10) In realtà, tra le tante concatenazioni è giusto citarne anche un'altra: Robert Anton Wilson e la sua Trilogia degli Illuminati, scritta a due mani con Robert Shea. E' bene sapere che Wilson, è infatti coetaneo di Burroughs ed è stato per lungo tempo frequentatore degli stessi ambienti. Lui è forse uno dei migliori esempi fra i sopravissuti alla "beat Generation" e la sua ...saga intorno al grande complotto oscurantista mondiale", come lui stesso definì la sua opera più famosa, non può non aver intrigato il nostro William Burroughs. Andate a scoprire il suo sito. In uno dei link dedicati alla Rivista Mondo 2000 troverete scritto, con malcelata soddisfazione..:

I moderni "barbari" - i Cyberpunks - non sono solo alle porte, ma sono penetrati da tempo nella Cittadella...

Va detto che i tre romanzi della trilogia degli illuminati sono infatti la più grande opera fantascientifico-underground mai scritta, qualcosa che assorbe Vonnegut, che fà il verso ironicamente a Sheckley, che odora di Ginsberg, di Burroughs e di Leary, che tritura tutto l'immaginario collettivo popolare e quello underground in una miscela infuocata di... riti magici alla mescalina e la profezia dell'apocalisse; uomini in nero o ragazze vestite da gorilla e sesso da fantascienza; le rock-band in una Woodstock Nazi e una chiesa devota a pratiche religiose immonde; 007 sfigati e gruppi politici estremisti; Edgar Allan Poe e (guarda caso) Lovecraft, ma anche Stanlio e Ollio; mostri, alieni e virus assassini... Una saga che è insomma una centrifuga caotico letteraria-underground. È inutile cercare di descrivere l'immensa trama della Trilogia, ma diciamo che alla base c'è appunto l'idea di un complotto degli Illuminati, una super-setta occulta che attraversando la storia dell'umanità cerca da sempre di controllarla e controllare la "realtà" e i sui canali di diffusione (il che ci ricorda sicuramente qualcosa..) in un continuo gioco di parti dove gli i buoni e i cattivi spesso si scambiano di ruolo e si affrontano disperdendo nei mille rivoli di una narrazione sempre più frenetica. La prima lettura della Trilogia ha praticamente gli stessi effetti di una sostanza acida..!

Se consideriamo che questa Trilogia venne scritta nel 1975, poco prima del punk e quando le globalizzazione si chiamava ancora imperialismo o i vari William Gibson e Bruce Sterling (ovvero i padri fondatori del più recente movimento letterario cyberpunk) erano degli adolescenti, comprendiamo come questi ultimi non abbiano praticamente inventato nulla ma soltanto rielaborato in una chiave sicuramente meno "lisergica" e certamente più digitale / telematica, tutto il materiale letterario esistente sull'argomento.

Una delle cose più ridicole è che per tradurre e finalmente vedere anche in Italia la "Trilogia degli Illuminati" sono trascorsi ben 25 anni! E' infatti solo grazie al coraggio della piccola Casa Editrice Shake e al successo dei nipotini "cyber" di Wilson che è stato possibile leggere questi 3 romanzi nella ns. lingua.

Vi chiederete perchè dilungarsi così tanto su Hasan bin Sabbah e la setta degli Assassini o su Lovecraft e sulla Trilogia degli Illuminati in questo spazio dedicato a Burroughs? Forse è solo un semplice caotico e personale modo di divagare e vagare tra le pagine scritte (anche sul web), ma proprio per questo credo di non essere troppo fuori tema... Perchè divagare in questo modo è solo uno dei tanti modi con cui nella letteratura "Burroughsiana" niente nasce mai "per caso" ma tutto obbedisce alle regole della matematica e del caos. Questa è, ovviamente, solo la mia opinione.

Spero però che queste righe vi abbiano dato almeno il gusto di scoprire il curioso gioco delle possibilità di concatenazione degli eventi nello scrivere del nostro W.S.B.....

11)  Mi chiederete perchè ho scritto queste righe. L'ho fatto stringendo tra le mani la prima edizione italiana di Junkie". Perchè questo libro venne presentato anche se con molto ritardo, pure da noi in Italia, per la prima volta, il 5 luglio del 1962, con il titolo "La scimmia sulla schiena", in una edizione con un'introduzione di Fernanda Pivano e la traduzione di Bruno Oddera.

E alla fine di tutto questo scrivere io, System's Shutdown , seppur esausto sono felice dopo aver "postato" per la memoria di "Uncle Bill", per mio "fratello" nihilCDME, per Machina Amniotica e per voi amici bloggers tutta questa roba. Immagino voi, se siete arrivati fin qui, dopo questa lettura.

Quindi vi capirei se non vi interessasse per niente sapere anche che.... beh... io sono nato per mia grande gioia proprio il 5 luglio del 1962.

 

 

 


postato da: MachinaAmniotica alle ore 03/08/2004 15:20 | link | commenti (4)
 

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