Tra la magia e il mistero dei trulli di Alberobello torna Experimenta, il festival della musica che fa innovazione: concedeteci e concediamoci questa trasferta in Valle D’Itria dal 16 luglio all’11 agosto perché non si tratta di concerti pronti all’uso estivo del turista distratto ma di veri e propri eventi che uniscono il blues con la video arte, le sperimentazioni teatrali e il rock.
Si parte il 16 luglio con il blues di Keith B. Brown, famoso per il film “the soul of a man” di Wim Wenders ma da molti designato come erede di Ben Harper: poi sarà la volta dei Pyramides, un gruppo del Ciad scampato alla guerra civile, vero punto di riferimento per la lotta contro l’oppressione governativa.
Lady Experimenta 2006 sarà invece Diamanda Galàs, icona dark e innovatrice come poche, con il suo tendere alle origini della drammaturgia greca e l’interazione avanzata e possibile tra le fantasmagorie della tecnica e la potenza della voce.
A chiudere Jon Spencer, forse il più commerciale di questo quartetto ma in grado di tirare fuori dal cilindro nuove vie per la musica rock.
Esperimenta, per il suo carattere globale, vedrà anche una sezione più vicina alla videoarte: l’otto luglio infatti l’Aia piccola diventerà il set per le performance di Mar.Core, Machina Amniotica e Meihra Asher, con installazioni e proiezioni di documentari ad alto tasso di innovazione. Da sottolineare però la degustazione teatralizzata dei cantieri Koreja, che da Parigi farà tappa ad Alberobello, per cercare un filo perduto che unisce il teatro, il cibo, la vita.
Chi c’è dietro questo progetto che da otto anni richiama in Puglia artisti ai più sconosciuti? Gianluigi Trevisi, sempre pronto a sostenere e a cercare il nuovo e l’incognito: ad aiutarlo la Provincia di Bari (dove con il Presidente Divella e l’assessore alla cultura Curci è stato presentato il calendario delle iniziative) e il comune di Alberobello rappresentato dall'assessore De Santis.
"Experimenta ha avuto dalla regione Puglia il punteggio più alto tra le manifestazioni estive in grado di richiamare i turisti." ha evidenziato il direttore artistico del festival "ma riusciamo ad intercettare una fascia di pubblico medio alto che ama il paesaggio e che apprezza quello che facciamo."
Quindi non quantità abnormi e ridde di pullman tra i trulli, ma persone in grado di capire il senso delle sperimentazioni artistiche e rispettose di un luogo speciale come la valle dei Trulli.
antonella ardito